Caffè Greco. Carlo Pellegrini, amministratore dell’Antico Caffè Greco: «Su di noi menzogne e una ruspa mediatica»

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Agenpress. «Fatti positivi? Per il momento no. Abbiamo avanzato una proposta per iscritto, sollecitati dalla Corte di Appello. Siamo arrivati ad offrire un raddoppio del canone di affitto, però la proprietà delle mura non ha accettato». L’ingegner Carlo Pellegrini, amministratore delegato dell’Antico Caffè Greco, srl parla al quotidiano online Spraynews.it – L’Ospedale Israelitico alla proposta della proprietà del Caffè Greco di raddoppiare il canone d’affitto, portandolo dai 17 mila attuali a 34 mila euro, ha risposto picche. – «Ci hanno detto che l’affitto che paghiamo è bassissimo, fuori dai canoni di mercato, in realtà a noi non risulta. I dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate indicano che per quel locale il valore dell’affitto dovrebbe essere intorno ai 20 mila euro al mese».  «Fonti vicine all’Ospedale Isarelitico hanno più volte sostenuto che nella zona gli affitti che i conduttori pagano sono molto più alti di quelli che riporta l’Agenzia delle Entrate. Questo significherebbe che gli affitti vengono usualmente pagati “in nero” ? Ma non basta: la normativa antiriciclaggio sulle locazioni colloca la “soglia di attenzionamento” a 10.000 €/mese. Inoltre, questi surplus “in nero” come verrebbero corrisposti? Con valigie piene di banconote? Mediante triangolazioni con Paradisi Fiscali? Se dunque gli affitti che risultano nella banca dati OMI dovessero risultare, come affermato dai sodali dell’Ospedale Israelitico, così tanto inferiori a quelli “reali”, un cittadino cosa dovrebbe pensare? Che tutta Via Condotti è in mano ad una congrega di criminali? «Che dire! Siamo molto perplessi. Gli elementi oggettivi di questa trattativa sono che loro si rifiutano di fare offerte. Noi abbiamo offerto il doppio. Non è che loro ci hanno detto: “vogliamo di più”. Hanno detto no e basta. Il buonsenso e la logica dicono che dovrebbero fare una controproposta. Invece niente …. sono dei comportamenti non corretti. Ci siamo anche detti disponibili ad avviare una trattativa per l’acquisto dell’immobile. Anche in questo caso non c’è stata risposta». «Speriamo che all’interno della Comunità Ebraica Romana ci si renda conto che lo sfratto del Caffè Greco finirebbe inevitabilmente per avere un brutto ritorno di immagine anche sulla Comunità stessa, che pure nella vertenza giudiziaria non c’entra nulla. Facciamo inoltre appello a tutte le persone ragionevoli, ponendo l’accento sulla IMPOSSIBILITÀ per noi di trasferire altrove l’Azienda, cioè sia l’Attività Commerciale che la Pregiata Collezione d’Arte, come giustamente stabilito dal MIBAC. La nostra non è arroganza, come qualcuno potrebbe superficialmente dedurre. Il Caffè Greco, l’Azienda di nostra Proprietà, che vale milioni e milioni di euro, non può essere spostata altrove!» ]]>

Redazione
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