Silvia Romano ringrazia i musulmani d'Italia: "Allah vi benedica. Ciao fratelli! A presto in sha Aallah!"

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Agenpress – Silvia Romano torna a scrivere sui social e questa volta lo fa per ringraziare i musulmani d’Italia per la solidarietà dimostrata per il suo ritorno a casa. “Assalamualaikum wa rahmatullahi a tutti voi che Allah vi benedica per tutto questo affetto che mi state dimostrando. Grazie a Dio, grazie grazie! È bellissimo questo video, è un’emozione grande. Ciao fratelli! A presto in sha Aallah!” si legge in un commento della cooperante sotto un video pubblicato sulla pagina La Luce News. Nel video, di oltre 5 minuti, sono tanti i volti che si alternano per dare il bentornato alla 24enne milanese, rientrata dopo una lunga prigionia in Somalia e convertitasi all’Islam. I carabinieri  del Ros hanno effettuato perquisizioni nella sede della onlus “Africa Milele”, a Fano, nell’inchiesta della procura di Roma a carico di ignoti sul sequestro. Da quanto si apprende è stata acquisita documentazione relativa alle attività della onlus e materiale informatico: i carabinieri avrebbero copiato alcuni hard disk e il contenuto dei telefoni. Si tratta di un controllo anche per verificare le condizioni di sicurezza in cui si trovava la giovane cooperante al momento del rapimento. I carabinieri, in sede di perquisizione, avrebbero copiato alcuni hard disk e il contenuto dei telefoni. La Procura, infatti, vuole verificare se al momento del rapimento Silvia fosse stata messa in condizioni di svolgere le sue attività in sicurezza. La volontaria, infatti, si trovava in Kenya con l’associazione che si occupa di infanzia fondata da Lilian Sora, 42enne marchigiana, accusata dalla famiglia Romano di aver mandato la ragazza “allo sbaraglio”. Dopo il rapimento della 25enne, la fondatrice di “Africa Milele” era stata ascoltata più volte dalle autorità e come riscontrato dai carabinieri del Ros in questi mesi, Silvia si sarebbe trovata in Kenya senza nemmeno un’assicurazione per malattia o infortunio. La responsabile, per giustificarsi aveva spiegato alle autorità che, fino al momento del rapimento della ragazza, “non c’era ancora stato il tempo materiale per fare la polizza”. La volontaria era stata sequestrata nel villaggio di Chakama da un commando di criminali comuni che, successivamente, l’avrebbero venduta ai miliziani di al Shabaab. La fondatrice della onlus aveva confermato che, fino al giorno prima della sua sparizione, Silvia era rimasta in compagnia del marito della donna e di un altro masai e che soltanto quel contrattempo avrebbe creato un “buco organizzativo”, in cui si erano infilati velocemente i sequestratori. Nei giorni scorsi, la fondatrice di “Africa Milele” avrebbe confermato anche di non aver mai pensato all’ipotesi di un rapimento o di un assalto violento. ]]>

Redazione
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