Rifiuti Roma. Tar respinge sospensiva, ma Città Metropolitana chiarisca su discarica Albano

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AgenPress –  Il TAR Lazio infatti ha respinto la sospensiva richiesta nel ricorso presentato dal sindaco di Albano Massimiliano Borelli contro l’ordinanza della città Metropolitana che impone la riapertura dell’impianto. I giudici amministrativi hanno ritenuto, in prima istanza, che l’interesse pubblico prevalente sia quello che ha portato all’emanazione dell’ordinanza della Città Metropolitana di Roma. Il ricorso sarà discusso nel merito in camera di consiglio nei prossimi giorni. La Città Metropolitana di Roma, entro 15 giorni dovrà produrre “ogni circostanziato e documentato chiarimento” con particolare riguardo: “agli accertamenti condotti in merito al superamento dei livelli di contaminazione nella falda idrica sottostante il bacino VII della discarica in questione, ivi compresa l’acquisizione dei previsti pareri ambientali”, alle “valutazioni che hanno condotto ad escludere altre soluzioni, tra cui quella relativa alla manifestata disponibilità di una discarica in zona ‘Testa di cane'”; e agli “accertamenti condotti in merito alla validità dell’AIA volturata nel 2020 in capo alla società Ecoambiente”. Il paventato danno per la salute pubblica  “non sembra essere pregiudicato con immediatezza”; e “nella doverosa comparazione tra tutti gli interessi pubblici in gioco, al momento debba prevalere quello a sostegno delle gravate ordinanze, impregiudicata ogni valutazione in merito alla legittimità delle stesse, da riservarsi alla pertinente sede collegiale”, in vista della quale, la Città Metropolitana di Roma è stata onerata della produzione di “ogni circostanziato e documentato chiarimento in ordine ai motivi di ricorso”. “Sapevamo che la sospensiva sarebbe stata difficile da ottenere”, spiega il sindaco di Albano Massimiliano Borelli. “Ha prevalso la pulizia di Roma sulla salute dei nostri concittadini. Speravamo che il principio costituzionale della salvaguardia della salute prevalesse su tutto ma così non è stato”. “Noi restiamo convinti delle nostre ragioni: abbiamo fiducia nella giustizia amministrativa e ci auguriamo che in Camera di Consiglio, quando si entrerà nel merito del nostro ricorso, non si decida di classificare i cittadini in serie A e in serie B. Lo stesso decreto, nel respingere la richiesta di sospensiva, pone alla Città Metropolitana una serie di quesiti che sono poi gli stessi sui quali abbiamo basato il nostro ricorso e che persistono”. “Il sito non è a posto con gli atti amministrativi, perché mancano le garanzie finanziarie, e continuano anche a mancare le necessarie relazioni aggiornate dell’Arpa e della nostra Asl. Vedremo nelle prossime ore come evolve la situazione, di certo non ci diamo per vinti, abbiamo solo perso il primo set. Abbiamo al nostro fianco le comunità che in questi giorni si sono fatte sentire, attraverso i sindaci, i rappresentanti istituzionali, le associazioni, e oggi è ancora più importante scendere in piazza a protestare in maniera democratica e civile, oltre le appartenenze e gli schieramenti politici”. ]]>

Redazione
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