Crollo funivia. Il piccolo Eitan rapito dal nonno e portato in Israele. Si indaga per sequestro di persona

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AgenPress – Eitan Biran, il bambino di 6 anni unico sopravvissuto della sua famiglia alla tragedia del Mottarone, è stato portato dall’Italia in Israele in quello che i media israeliani definiscono un “sospetto rapimento” da parte dei parenti in Israele. Lo ha riferito la tv Kan secondo cui la custode legale del piccolo e zia paterna Aya Biran-Nirko, che vive a Pavia, ha presentato una denuncia alla polizia italiana affermando che “il bambino è stato rapito da suo nonno Shmuel Peleg”. Eitan – secondo la ricostruzione della tv Kan – avrebbe lasciato la casa a Pavia con il nonno questa mattina ma senza fare ritorno nel pomeriggio “come era stato concordato”. La zia paterna Aya Biran-Nirko – secondo la tv Kan – ha ripetutamente tentato di contattare il nonno fin quando non ha ricevuto un suo messaggio nel quale si informava che “Eitan è tornato a casa” in Israele. La stessa fonte ha poi aggiunto che Aya Biran-Nirko ha anche successivamente ricevuto un messaggio dall’avvocato di Peleg nel quale si confermava che il piccolo Eitan era arrivato in Israele. Il viaggio dall’Italia, sempre secondo l’emittente, è stato reso possibile dal fatto che il nonno, Shmuel Peleg, continuava ad avere il passaporto israeliano del bambino in contrasto con quanto disposto da un giudice italiano. Da mesi il piccolo era al centro di una contesa tra le zie. Già lo scorso agosto la zia materna Gali Peri in una intervista aveva fatto una dura denuncia sui media israeliani affermando che “Eitan è stato sottratto da una famiglia che non lo conosceva, che in precedenza non era stata a lui vicina in alcun modo” e subito dopo aveva aggiunto che il “piccolo era in ostaggio in Italia”. “Parlo solo per chiarire che abbiamo agito per il bene di Eitan”, ha dichiarato alla Radio israeliana 103 Gali Peleg, zia materna del bambino, aggiungendo che “Eitan ha urlato di emozione quando ci ha visto ed ha detto ‘finalmente sono in Israele. Non ha cessato di emozionarsi e di dire che noi siamo la sua vera famiglia. Ha detto di sentirsi fra le nuvole. Finalmente gli è tornato il colore sul viso”. La zia materna, che ha sottolineato che non si tratta di rapimento, ha poi spiegato: “Siamo stati obbligati, non avevamo più saputo quali fossero le sue condizioni mentali e di salute. Potevamo solo vederlo per breve tempo. Lo abbiamo riportato a casa, così come i genitori volevano per lui”. Gali Peleg ha poi concluso dicendo “che la custodia alla zia paterna risulta irregolare”. “Siamo sconvolti e increduli, non potevamo immaginare si arrivasse a tanto”,  afferma l’avvocato Armando Simbari, che con Cristina Pagni e Massimo Sana assiste Aya Biran Nirko, zia e tutrice del piccolo Eitan. “Per ora posso soltanto dire che oggi pomeriggio il bimbo aveva un incontro con i familiari materni e che non ha fatto ritorno all’orario stabilito a casa della zia, a Pavia”   ]]>

Redazione
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