Cdm approva manovra da 35 mld. Oltre a “Quota 43”, flat tax (fino a 85 mila euro), taglio del cuneo fiscale (fino a 30 mila)

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AgenPress – Il Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2022, ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 quantificando un fabbisogno di 35 miliardi di euro concentrando gran parte delle risorse disponibili sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione.

Le risorse destinate alle misure contro caro energia per i primi tre mesi del 2023 che consentiranno di aumentare gli aiuti a famiglie e imprese allargando anche la platea dei beneficiari ammontano a oltre 21 miliardi di euro. Nel dettaglio, confermata l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette, rifinanziato fino al 30 marzo 2023 il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale che per bar, ristoranti ed esercizi commerciali salirà dal 30% al 35% mentre per le imprese energivore e gasivore dal 40% al 45%.
Per il comparto sanità e per gli enti locali, compreso il trasporto pubblico locale, stanziati circa 3,1 miliardi.

Dal 1 gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza viene abrogato per tutti – occupabili e non – sostituito tout court da una nuova riforma, “perché serve un cambiamento a 360 gradi”, hanno commentato fonti del governo.

La battaglia più dura è stata proprio quella su questa misura, con Lega e Forza Italia inclini a una soluzione soft rispetto a quella prospettata da Fratelli d’Italia per chiudere sostanzialmente subito, sostiene FdI, con un provvedimento assistenzialista che ha disincentivato il lavoro. La Lega fino all’ultimo proponeva un’uscita più graduale.

L’ipotesi di una cancellazione immediata del beneficio già dal 1° gennaio ’23 (che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi) è apparsa troppo radicale. Una mediazione proposta dalla ministra del Lavoro, Maria Elvira Calderone, prevedeva un anno “cuscinetto” (fino al 31 dicembre 2023), in cui inserire i lavoratori occupabili nel mondo del lavoro (circa 650 mila degli attuali percettori del Reddito). Alla fine il governo ha deciso di ridurre questa finestra a otto mesi e il beneficio si perderà già al primo rifiuto, anche di un impiego per pochi giorni. Il risparmio atteso è stimato di 734 milioni di euro.

Viene confermato, ma con una novità: il regime fiscale forfettario al 15%, con soglia di reddito aumentata da 65mila a 85mila euro, ma viene introdotta anche una flat tax incrementale il 15% si applica sull’incremento rispetto al maggiore dei redditi dichiarati nei tre anni precedenti.

Arriva una maggiorazione dell’assegno unico anche per chi ha il primo figlio: secondo quanto si apprende oltre al raddoppio della maggiorazione forfettaria dell’assegno unico universale per i nuclei numerosi a partire dal terzo figlio (che passerebbe quindi da 100 a 200 euro), arriverà un sostegno rafforzato anche per il primo figlio.

L’Iva scenderà al 5% sui prodotti di prima necessità per l’infanzia (come i pannolini) e gli assorbenti mentre salta la cancellazione dell’imposta sul valore aggiunto per pane, pasta e latte. Prevista l’estensione, a chi ha un reddito inferiore a una soglia attorno ai 20 mila euro, della Social card. La carta per gli acquisti per beni di prima necessità, che oggi è concessa a over 65 e bimbi sotto i tre anni con particolari requisiti (titolari i genitori), sarebbe cumulabile con la pensione minima e – come già avviene – verrà distribuita dai Comuni.

Tra le altre misure c’è il taglio del cuneo fiscale (un vantaggio netto che varia dai 24 ai 45 euro netti a mese, per 13 mensilità di stipendio, per i redditi compresi tra i 15 mila e i 30 mila euro), interamente a favore dei lavoratori. Così come le misure per arginare il caro-energia, con un mix di interventi che vanno dal potenziamento del bonus sociale ai crediti di imposta rafforzati per le piccole e medie imprese (innalzamento dal 30 al 35%).

Dal 1 dicembre 22 lo sconto sulla benzina e il gasolio passa da 0.25 per litro a 0.15 mentre per il gpl da 0.085 per kg a 0.051. La riduzione degli sconti non ha effetto sugli autotrasportatori che possono contare su altri regimi agevolati. Lo stabilisce il decreto legge fiscale, approvato stasera in Consiglio dei Ministri. Previsti 200 milioni per le Marche per il 2022 (ai quali si aggiungono ulteriori 200 milioni nel ddl di bilancio).Per il trasporto pubblico locale ci sono 200 mln nel 2022; 150 nel 2023; 100 nel 2024.

Una decontribuzione fino ad un massimo di seimila euro per le aziende che intendono assumere a tempo indeterminato giovani under 36 che hanno già un contratto a tempo determinato. Lo sgravio si applica anche per i percettori del Reddito di cittadinanza. Nella manovra entra anche una norma per bloccare l’automatismo previsto dal Codice della strada, che da gennaio 2023 farebbe scattare un aggiornamento al rialzo degli importi delle multe stradali. Infine, secondo quanto si apprende, il Consiglio dei Ministri ha sciolto i consigli comunali di Anzio e Nettuno.

In materia di pensioni il decreto prevede:
– l’avvio di un nuovo schema di anticipo pensionistico per il 2023 che consente di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica (quota 103). Per chi decide di restare a lavoro decontribuzione del 10%;
– la proroga per il 2023 di Opzione donna con modifiche: in pensione a 58 con due figli o più, 59 con un figlio, 60 altri casi;
– la conferma dell’Ape sociale per i lavori usuranti.

 

 

 

 

 

 

 

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