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Dichiarazioni del Presidente Meloni a Varsavia

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AgenPress. Grazie al Primo Ministro Morawiecki, sono molto contenta di essere tornata qui a Varsavia a pochi mesi dalla mia precedente visita.

La Polonia è l’unica Nazione europea che ho visitato due volte dall’inizio del mio mandato e credo che questo basti a raccontare il tenore, il valore, la profondità delle nostre relazioni bilaterali.

Come diceva il Primo Ministro Morawiecki, nella quasi totalità o nella totalità delle questioni che ci troviamo ad affrontare a livello di Consiglio europeo, ci basta davvero uno sguardo per sapere che la nostra posizione sarà una posizione condivisa su tante materie che oggi ci coinvolgono in un tempo di crisi nel quale dobbiamo riuscire ad essere all’altezza della storia che ci sta chiamando.

 

Chiaramente partendo dal tema dell’Ucraina, sul quale sapete che la posizione italiana e la posizione polacca sono sostanzialmente identiche: noi siamo al fianco dell’Ucraina, siamo al fianco della difesa della libertà di un popolo che sta stupendo il mondo per difendere quella libertà, della sovranità, dell’integrità territoriale contro un’aggressione che non possiamo accettare e che faremo tutto quello che possiamo fare per impedire. E questo significa che continueremo a essere al fianco dell’Ucraina fino a quando sarà necessario, sostenendola a 360 gradi. Vale anche per il prossimo Vertice di Vilnius della NATO, nel quale siamo d’accordo anche qui, perfettamente d’accordo con la Polonia, sulla necessità di reali garanzie di sicurezza per l’Ucraina, anche perché offrire reali garanzie di sicurezza all’Ucraina è anche la condizione fondamentale per ottenere domani una pace giusta e duratura.
Ma ovviamente il conflitto porta con sé un domino di conseguenze che pure l’Europa deve avere la capacità di valutare, di considerare, sulle quali deve essere capace di offrire risposte efficaci.

Penso al tema dell’autonomia strategica. Ci siamo svegliati con la pandemia prima e la guerra dopo, e ci siamo resi conto che l’Europa non controllava più buona parte delle sue catene di approvvigionamento fondamentali. E che non aveva, su questo, lavorato a sufficienza per garantire la sua indipendenza, la sua autonomia, la sua capacità di essere padrona del proprio destino.

Oggi il tema della competitività, il tema dell’industria europea, la questione dell’autonomia strategica, anche in tema di difesa, devono tornare centrali. E nel momento in cui tornano centrali hanno, ovviamente, bisogno anche di regole che siano adeguate a quella scelta strategica.

Noi andiamo verso la revisione della governance economica, il Patto di stabilità e crescita che ovviamente deve andare, dal nostro punto di vista, soprattutto a sostegno della crescita, perché se non si sostiene la crescita diventa impossibile anche garantire stabilità, particolarmente per quelle Nazioni che sono più indebitate. E non si può, nel momento in cui si discute la governance economica dell’Unione europea, non tenere conto delle scelte strategiche che l’Europa fa.

Se l’Europa fa la scelta strategica della transizione verde, se fa la scelta strategica della transizione digitale, se fa la scelta strategica di rafforzare la sua difesa, poi non può non considerare nella sua governance il valore degli investimenti che le Nazioni fanno su questi grandi obiettivi. È un’altra materia sulla quale Italia e Polonia sono assolutamente dalla stessa parte, così come sulla flessibilità nell’utilizzo dei fondi esistenti, che serve a bilanciare, senza creare disequilibri nel mercato interno, le scelte che sono state fatte sull’allentamento delle norme sugli aiuti di Stato. È un’altra iniziativa e questione che l’Italia ha portato al Consiglio europeo sulla quale abbiamo sempre trovato la disponibilità del primo ministro Morawiecki, così come in tema di sostenibilità ambientale, di transizione energetica.

Noi siamo dei conservatori e quindi per noi la difesa dell’ambiente è la prima delle questioni, ma la sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica e col rafforzamento della nostra capacità industriale. Anche su questa visione ci siamo trovati d’accordo, abbiamo portato avanti e portiamo avanti iniziative comune.

E poi la migrazione, ovviamente, che è il tema molto discusso negli ultimi giorni e nelle ultime settimane, e anche qui credo che la nostra posizione sia sostanzialmente la stessa. Noi vogliamo fermare la migrazione illegale. Finché l’Europa pensa di risolvere il problema discutendo su come gestire la migrazione illegale quando arriva sul territorio europeo, noi non troveremo mai una soluzione reale, perché gli interessi delle nostre Nazioni, anche banalmente per ragioni geografiche, sono interessi diversi.

Quello su cui tutti insieme dobbiamo e possiamo lavorare e mette insieme l’interesse di tutti gli Stati membri è fermare la migrazione illegale prima che arrivi da noi, con un lavoro completamente diverso che va fatto con l’Africa, di cooperazione non predatoria, anche di sostegno a quelle Nazioni che a loro volta in molti casi sono vittime della tratta degli esseri umani, dei trafficanti, della mafia del terzo millennio. E su quello io e Mateusz Morawiecki e molti altri abbiamo lavorato insieme e capisco perfettamente, come ho detto e ribadisco, la posizione polacca in tema di patto di migrazione e asilo, capisco la difficoltà ad accettare meccanismi di ricollocamento.

A maggior ragione per Nazioni che più di tutte si stanno caricando il peso dei profughi ucraini e, spesso, senza veder riconosciuto da parte dell’Europa adeguatamente il sacrificio che stanno facendo. E credo e voglio dire con convinzione che ringrazio il popolo polacco, il governo polacco, Mateusz Morawiecki per quello che stanno facendo a sostegno dell’Ucraina, perché lo fanno anche per tutti noi. E credo che andrebbe riconosciuto con maggiore forza e con maggiore concretezza anche da parte dell’Europa intera.

Quindi ribadisco, come ho già detto, che non mi potrei mai lamentare di qualcuno che difende con efficacia i propri interessi nazionali, perché è quello che ritengo di dover fare io per la mia Nazione. Sono ammirata da come Mateusz Morawiecki dimostra forza nel difendere gli interessi della Polonia, ma sia chiaro che non c’è tra noi divisione su questo, perché lavoriamo sullo stesso obiettivo fondamentale che non è discutere su come gestire la migrazione illegale in Europa ma è discutere su come fermarla. E continueremo a fare questo lavoro.

C’è un cambio di passo che piano piano, anche grazie all’impegno italiano, si sta materializzando anche nel Consiglio europeo sul quale sappiamo di poter contare sulla posizione polacca. Per cui ho rispetto anche per l’ipotesi di, appunto, interrogare i propri cittadini su una materia che è sensibile, ovviamente, per la sicurezza della propria Nazione.

Continueremo a lavorare insieme per trovare soluzioni che siano efficaci per tutti e poi il tema dell’allargamento – vado verso la conclusione – i Balcani occidentali, l’Ucraina, la Moldova è un’altra di quelle materie sulle quali ci siamo sempre trovati d’accordo. A me non piace chiamarlo “allargamento”, a me piace chiamarlo “riunificazione”, banalmente perché non considero che l’Unione europea sia un club nel quale siamo noi a decidere chi ne fa parte e chi no.

L’Europa è una civiltà, è la storia a decidere chi ne fa parte e chi no, quindi siamo assolutamente impegnati nel tema dell’integrazione europea e credo che il tema dell’integrazione europea non porti con sé tanto un dibattito sulle regole di funzionamento, ma sulle priorità. Più saremo e più le priorità delle quali ci occupiamo devono essere priorità circoscritte, che sono della dimensione della sussidiarietà.

Non faccia a Bruxelles quello che può meglio fare Roma, non faccia Roma da sola quello per cui serve Bruxelles. Anche su questo siamo d’accordo e poi: eccellenti relazioni bilaterali che continuano a migliorare a 360 gradi, migliaia di imprese italiane impegnate in Polonia, una comunità che continua a crescere, rapporti culturali segnano e dimostrano il legame tra le nostre Nazioni che sono certa continuerà a intensificarsi.



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